Di-versi distratti
Il grigio manto di cupo tinto
scende sulle spalle del globo
ha la luna per spilla. Così a lui è ben cinto.
Nuvola non scopro luce non trovo
ma diaccio fremente che sprona il torpore.
Io dal piatto vetro ti scovo
eppure di me non conosci che il pallore.
Se è esangue il volto acceso il cuore
che sa illuminarsi brillare fulminarsi
finché l'impulso elettrico in lui scola
su me non far piovere
pensieri precompressi.
Se non sai vivere
non stringerti a bagliori riflessi.
Non sono carne che si muove.
Non sono sangue che circola.
Sono pensieri ansia parole
su cui percorro il mondo galoppando
né mi fermo né mi stanco.
Tu che ridi tu che balli
che ne sai
della corsa verso il mare
della vita brulicante?
Tu ce l'hai - io lo cerco.
Io lo voglio - non lo trovo.
Tu mi stanchi.
Respira, lascia stare i pettegolezzi.
Frasi fatte a fette tutte uguali
io ne ho solo a pezzi
- e pure tagliati male!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!