L'eco silenziosa
S'attardava in te ogni moto
in te s'adagiava l'iride stolta
scolavano in te respiri e sospiri.
Un trastullo per il cuore vederti
un frappè per la mente pensarti.
Altra cosa era amarti.
Fremeva il piede nella pressa
dell'ignoto incespicando tra crisalidi
cave bronchi e tirsi
ma era il silenzio che auscultava
fibrillazioni smarrite. Lo so ora
che è tedio averti. Lo so adesso
che bramare un tuo bagliore
è macinarsi il cuore
perderti un palpito
nella fissa frequenza.
Di vuoto mi cingi se
a me ti avvinghi. Ma il vuoto
è lo stesso che a imbuto
senza barbagli
in te mi risucchia mi ingoia
mi annulla. E a questo nulla
la mia anima si sposa.
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Commenti (1)
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Atteone21 luglio 2008
Una poesia d'amore in cui l'immagine riesce a farsi pensiero e il pensiero toccante sensazione. Sento il gioco tra il tutto e il Nulla. Amare il vuoto altrui significa anche aprire un varco di vergini possibilità. Significa provare a salvarsi insieme. Accanto a questo sentimento così forte dialetticamente arriva lo sconforto senza soluzione del Nulla che svuota l'anima. Ma in questo svuotarsi che è un riempire c'è il segreto di questo amore. Bellissima.
