Delusione d'amore di un uomo maturo
Vorrei una bimba,
una figlia, mia, da crescere,
ed amare.
Se già l’avessi,
la chiamerei Luna
per vederla in cielo,
astro perfetto tra stelle,
e ricordarla la sera
anche lontano da casa.
Le spiegherei l’abisso che c’è
fra amare e vivere,
perché amare
è morire per l‘altro,
nell’altro.
O forse la chiamerei Fiamma,
e immaginerei i suoi occhi
nel fuoco acceso,
che brucia passioni
di giovani amanti.
Le direi che nessuno
la potrà avere,
perché il cuore è passione,
ma è la mente
la chiave del corpo.
La chiamerei Mia
e con tenace possesso
non la lascerei mai sola
e quando la morte
chiamerà il mio nome
la ripudierei
quale orfana sola,
ma senza smettere
il mio amore per lei.
Cresci presto bambina
perché quando sarai grande
sarai la donna migliore
che potrò amare.
©
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Commenti (1)
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F
Franca Canfora24 luglio 2008
Quanta tenerezza tra questi versi, quanta dolcezza in questo desiderio di paternità, che è già amore incondizionato per la figlia desiderata. Apprezzata e riletta con piacere