Rugiada
Scende copiosa e lenta
la rugiada
sui capelli della mia ombra bruna
già desta
in piedi nel patio
ad ascoltare i lamenti offuscati della natura
al suo risveglio acerbo
moto ben scandito il tempo
essa bagna anche
i sentieri più nascosti della vita
quella che dentro mi cammina
facciamole spazio
in questo nulla
fiaccole spente
come idee mute
lasciano un acre odore
misto a vaghe sembianze di morte
i brividi inciampano
sulla pelle fresca e bianca
come campane a distesa
punge ancora
la tua barba incolta
della notte prima
sulla guancia rossa che spezza
il mesto candore dell’alba
ascesa del giorno
nel precipizio immoto dell’inconscio
che ad unghie affilate
cerca un varco nella tela del ragno
in quel foglio che brucia
sotto la cenere ancor calda del camino
suona strana l’ora
del pendolo
scricchiolii sul legno
batte ora la pioggia
nel mattino incerto che appare
dettaglio indifferente
mentre la porta
alle spalle
si chiude
©
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Commenti (3)
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Paolo Ursaia28 luglio 2008
Armoniosa e musicale, ben strutturata; intima, ricca di sentimenti sfiorati, molto gradita
Berta Biagini28 luglio 2008
Delicatissimi versi da leggersi lentamente onde assaporare ogni piccolo particolare. Piaciuta.
F
Franca Canfora28 luglio 2008
Poesia elegante, ben strutturata, scorrevole, che accosta sensazioni e immagini in crescendo armonioso, e che si lascia leggere e rileggere per meglio apprezzarla.

