La scelta
Inesorabile è accaduto: ti amo.
Forse è successo
parlandoti di lei e
vedendo nei tuoi occhi
un po’ del suo sguardo.
Oppure prendendoti in giro,
solo un pochino,
per il tuo accento straniero.
So solo che ti amo
anche se avevo giurato a me stesso
che non sarebbe successo.
Ora ho paura di perderti;
di rinunciare per sempre
alle notti d’estate
passate a parlare
camminando per ore,
nella città svuotata,
dopo il film all’aperto.
Camminando,
arrivare sino al forno del borgo, là,
in fondo al porto,
a gustare “le bombe”,
appena sfornate.
Vorrei tornare indietro nel tempo,
almeno sino ai giorni
di allegri “girotondo”,
cantati a squarciagola
con gli amichetti per mano,
e “tutti giù per terra”.
“- Passo a prenderti alle otto”,
hai sentenziato al telefono.
Penso ti celerò
“l’emozione” che cresce in me
pian piano,
senza rispetto per la nostra Amicizia.
Oppure ti stringerò le mani, forte come non mai,
senza guardarti negli occhi;
piangerò e resterò in silenzio.
Finché tu capirai.
©
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