Complice la luna
Ho chiesto al sole
di parlarmi di te,
di quando in inverno
nascosto là in basso,
attraverso rami di alberi nudi,
ti vedevo tornare da scuola,
sola, e forse un po’ triste.
Ho sperato,
in giornate un po’ uggiose,
di trovare il coraggio,
di chiamarti al telefono e,
al tuo “pronto” veloce,
parlare con te
delle mie molte speranze,
ed invece
stavo solo ad ascoltare
per ricordare la tua voce
ancora più a lungo.
Poi, in estate,
tra tutte le stelle cadenti
vedevo i tuoi occhi,
celati tra i miei desideri e,
abbassato lo sguardo,
asciugavo una lacrima
lungo il mio viso.
Ma è in una complice luna d’autunno,
riflessa nel mare
di un fine settembre,
lontano da ombrelloni
e dal vociare dei bimbi,
che ho rivisto il tuo volto,
ed ho capito di amarti.
©
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Commenti (1)
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D
Davide D1 agosto 2008
un testo suggestivo, forse un po' prolisso, perché disperde in alcune immagini particolari l'emozione e la suggestione generale!