Ode alla storia
Scorrono infiniti archi sotto
il caldo sole di metà giugno.
Sullo sfondo deliziosi paesini
si perdono alla vista e dolci
declivi animano quest’ansiosa
preparazione alla svelta estate.
Canori uccellini incorniciano
con candide strofe lo scorrere
dell’ora... nuvole all’orizzonte
presagiscono intemperie morali.
Scorre nella città eterna
il globulo ferreo della bellezza.
Le vecchie costruzioni strillano
i versi sublimi dell’antica
civiltà, che reclama instancabile,
il prezzo del riscatto.
Statue e obelischi si susseguono
in un reticolo senza tempo,
laddove i veloci passi
rimandano alle lunghe marce
della morte.
Tra mille vicoli intrecciati
si ode l’eco nascosto degli
affannosi affari.
Gli infiniti reperti sorridono
dall’alto della loro magnificenza,
mostrando un passato perduto,
eppure troppo vicino per
essere dimenticato.
La storia dell’uomo scorre
in questo remoto angolo
di mondo, testimoniando
il più alto esempio di civiltà.
Ridesta in noi questo spirito assopito
e corona con i tuoi resti
preziosi il vuoto infantile
che coviamo nei confronti
di epoche ed uomini che hanno
costruito questo nostro mondo
attuale.
Rinvigorisci, o eterna Storia
dell’uomo il nostro arido
animo dedito alla superficialità
e alle nefandezze più oscure
del peccato.
Riaccendi, materna figura,
la nostra brama di conoscenza,
senza perderci nei meandri oscuri
dei tuoi periodi bui.
Guidaci in questo mondo
che ha perso il senso della misura,
incapace di continuare
il solido sentiero che unisce,
indissolubilmente, uomini
e donne d’epoche assai lontane.
©
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