Chiusi in ascensore.
Commenti (4)
Una poesia più profonda di quello che a una prima lettura può sembrare. La poetessa, attraverso uno stile volutamente essenziale e crudo, riesce a mettere in scena la "bestiale" voglia di sesso (ma anche di Amore) che la pervade. Forte e originale.
Perdonami, in uno stupro si uniscono forzatamente corpi, trovo alcune forzature, siamo tra persone adulte, non ci si scandalizza per delle parole ma di poesia si tratta, allora ci vuole coerenza se si narra di una sopraffazione e quindi violenza allora è una cosa, se si gioca sulle metafore ad effetto è un'altra, comunque la ritengo un'opera e per questo la rispetto, ma sinceramente non la osannerei più di tanto, scusami è solo un mio modesto parere, ma sono abituato a dire quello che penso. A ben rileggerti.
Di primo impatto questi versi forse un po' ambigui ma sicuramente crudi lasciano sconcertati il lettore. Però, come scrive Atteone, si dovrebbe leggere oltre le righe e attraverso le immagini. Versi non aulici ma forse un po' "rozzi e incazzati" da leggere con la fantasia negli occhi. Solo un appunto: il terzo, quarto e quinto verso, ahimé non spiccano per originalità, che invece spennella il resto dei versi.
...il sesso è comunque stupro... che sia carnale o mentale... e le parole possono essere fini a se stesse pur toccando la profondità dell'essere... E pensare che basterebbe ascoltarne la potenza... Molto bella...



