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Introspezione 25 agosto 2008 · lettura 1 min · 1309 letture

Sopravvivenza

Guevara 100 poesie pubblicate
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Non bastarono le visite ai sacri luoghi del silenzio a creare un'equa distanza tra me e la solitudine. Nemmeno i volti dalla sofferenza reale saziarono la mente dell'essenza unica del dolore. L'allontanarmi dal mondo, scrutarlo dall'alto non diede un nome a quel senso di piccolo. M'illuminò il dolce sguardo di quell'uomo canuto che tendeva la mano alla sua piccola "coda" . In quel chiarore vidi sotto la gonna, le gambe tornite del tempo, lo spazio breve che si frappone tra gl'occhi d'un fanciullo e quelli d'un vecchio. Solo allora riuscii a soffocare le domande, ad anestetizzare l'anima -a sopravvivere-
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Se non si riesce a vivere, si deve riuscire a sopravvivere.19 ottobre 2011
L'autore
Guevara

Siamo specchi che riflettono la stessa luce.

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Commenti (5)

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Doraforino25 agosto 2008

Poesia introspettiva, dove si evince la drammaticità del dolore... non basta osservare i volti degli ammalati, oppure solente osservare il mondo dall'alto per capire la solitudine dell'uomo. In quanto l'autore, si chiude nellla sua torre eburnea e sopravvive. un mio suggerimento, invece è quello di vivere la vita sermpre con coraggio e determinazione.

Rosy Marchettini25 agosto 2008

Poesia tristissima! Il dolore? Se non si prova non lo si conosce, qualunque esso possa essere! Dolore fisico o interiore! I versi della chiusa sono molto belli, mi unisco, però, a doraforino per l'incitazione a vivere pienamente la vita! Ogni giorno porta nuovi volti, suoni, parole, esperienze, sorrisi... dolori, ma la vita va vissuta in prima linea. Non c'è anestetico che possa far tacere un dolore interiore! Comunque bella poesia anche se amara!

Rosita Bottigliero23 gennaio 2014

Il dolore è quella macchia nera d'inchiostro che scrive la nostra vita. ... bisogna superarlo... a volte sentirsi affranti è ridare energia a ciò che abbiamo. versi tristi ma consapevoli di ogni minimo appiglio. ...ottima composizione

Duilio Martino23 gennaio 2014

"Nemmeno i volti malati, della vera sofferenza furono comprensione mia dell'essenza unica del dolore"... Non c'è modo migliore per anestetizzare il proprio dolore che... bere quello degli alti... Questa Poesia è un capolavoro... Complimenti!

Francesco Rossi23 gennaio 2014

Quando il dolore si pregna pure del nero colore e viene accompagnato in mille sfaccettature anestetizzare per poter continuare a vivere e sognare.