La ballata del cuore spezzato
In tua presenza un vento di passione
mi par che mi carezzi
e il cuore batta forte e vada in pezzi.
Lo sguardo dei tuoi occhi è pura luce
e squarcia questa lunga notte nera,
scioglie il mio ghiaccio e tanto mi seduce
che nell'anima impazza la bufera.
Ti prego, dunque, donna bella e fera,
conserva tra i tuoi vezzi
i frammenti del cuore che tu spezzi.
Le labbra tue son fuoco che divampa,
son rossa fiamma che dintorno scalda,
anche l'anima mia presto s'avvampa
e la bocca alla tua forte si salda
Allora, per favor, donna spavalda,
conserva tra i tuoi vezzi
i frammenti del cuore che tu spezzi.
La pelle tua pare preziosa seta,
inebria come rosa profumata,
mi fa sognar la camera segreta
là dove ogni delizia sta celata.
Perciò, ti prego, donna desiata,
conserva tra i tuoi vezzi
i frammenti del cuore che tu spezzi.
Chè questa non è certo adulazione,
ma ognor che mi divezzi
il cuore mio si rompe in mille pezzi.
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia5 settembre 2008
Chiave parodistica, certo... eppure, credibile, e letta con grade gusto. Piaciuta
S
Silvia Po5 settembre 2008
Notevole l'impiego di una forma metrica galvanizzata, quella della ballata appunto, come giustamente sottolinea anche l'autore. Parodia di piacevole lettura, in particolare grazie all'ampia escursione lessicale, che saccheggia senza misura il vocabolario antico, quello della nostra tradizione poetica.
