Presto o tardi
Ma come son passati
fluidi
gli anni
un giorno te ne accorgi
guardando fuori
stupita dalla neve che
stanotte ha tinto
di bianco la montagna
lo stesso bianco hai visto
riflesso nel tuo specchio
aprendo gli occhi
eppure ti sembrava
già
di averli aperti
ti senti un po' impacciata
la mattina presto
guardando
infreddolita
nella cassetta della posta
ogni giorno più vuota
e fai fatica
a ricordare
qual è l'ultima lettera
che con ansia hai sgualcito
per leggere la gioia
di cui eri tanto
corrisposta
un meccanismo lento
indecifrabile
ha impresso
confusione di passi
sul tuo corpo
e se ti guardi meglio
ogni impronta
lieve o profonda
ha inciso un nome e
scritto versi
sulla tua corteccia
alcuni poi un po' più decadenti
somigliano a un romanzo
d'altri tempi
l'inverno arriva
ancora un anno è andato
a farsi benedire
tornerò sulla spiaggia a correre coi cani
tirando bastoncini invano in aria
ascoltando l'urlo contento dei gabbiani
salutando il nitrire forte dei cavalli
sforzandomi
di riconoscerne i richiami
ad aspettare un'altra voce
che mi parli
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Commenti (2)
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Berta Biagini23 settembre 2008
Un ripercorrere gli anni con tristezza - sentirsi sempre più soli - in attesa di una voce che illumini di nuovo la vita. Piaciuta.
Rasimaco23 settembre 2008
passano gli anni passo dopo passo, giorno dopo giorno, lo scorrere lento delle stagioni per arrivare a quell'inverno della vita tanto temuto, e forse neanche, se affrontato con la giusta determinazione come una normale evenienza, solo che fa un po' male il veder quella cassetta della posta sempre più vuota ... poesia che é una delizia, reale e sincera, appena velata da una leggera malinconia.

