Presente
Non sono qui a scavare
ma a spalancare occhi
dietro agli occhi
sturare orecchi,
a disegnare,
espandere la pelle
per sentirci
più e meglio
al fondo
di un fondo
che non c'è.
Annuso
e tendo le mie antenne
cerco immagini
che non potrò vedere
e faccio linee curve
che interrogano l'intuito
non la percezione,
le rosse incertezze,
il tessuto di noi
e il dubbio nessuno
di nessun funerale.
Piango e rido
il vagito fresco e arancio
della nascita.
Non trovo ragnatele
nello sguardo
né fiori stinti
sotto ai piedi
e il gatto grigio
me l'ha detto
conta la cadenza
in questa danza.
E, certo, i no
si devon dire
per non spezzare il filo,
le secche stilettate inconscie
le pacche sulle spalle
volgerle al mittente
perché son crisi piccole
o piatte strade catramate
fatte per l'abuso vecchio,
e troppo fredde, troppo sciatte
per la nostra sete
d'un mare sempre in moto
di profili fantasiosi di colline
che sono seni e fianchi
schiena e spalle
mistoseta di capelli
piedi forti
labbra col ripieno
scoppi d'occhi
e un grumo
misterioso
di sostanza.
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Commenti (2)
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Mirella Crapanzano1 ottobre 2008
Essere presenti, vivere attimo per attimo, ogni momento come il più importante della propria vita, forse ci darebbe una continua emozione e forse ci butteremmo alle spalle crisi, abusi, secche stilettate e tutto quanto non ci piace... ogni cosa come la prima volta... bellissima poesia, molto condivisa!
mp47pasquino1 ottobre 2008
Ho letto con piacere la tua opera, apprezzata abbastanza, tanto da farmi scaturire dei pensieri e te li avevo scritti... Poi mi son detto quale forza ho io per imporre un mio pensiero come commento, non ho diritto... forse se lasciavo il sol pensiero, ma dal momento che ne è uscita un'opera l'ho salvata e ho fatto un altro commento. Occhio domani pubblicherò l'inizio del mio pensiero ispiratomi menrtre ti commentavo e te lo dedicherò.

