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Sociale 3 ottobre 2008 · lettura 1 min · 1241 letture

Afghanistan

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Fabricio Guerrini 23 poesie pubblicate
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Montagne rugginose per troppo sangue sorbito stanno truci di guardia alle porte del deserto. L'orgoglio ancestrale di fiere genti freme ancora alla ricerca di nuove prede, da offrire alla memoria di nuove generazioni allevate all'ombra di secolari tradizioni. Cannoni arrugginiti di carri armati i nudi alberi e carcasse brunite dal fuoco la sola vegetazione dietro a cui giocano al jihad bambini vecchi, orfani di sogni, saltellando sull'unica gamba rimasta integra. Lo sguardo febbrile negli occhi sensuali non va oltre la più vicina mina antiuomo di fabbricazione italiana, il piatto ordigno metallico su cui hanno già conosciuto la pietas della superiore civiltà occidentale: non la morte compassionevole, ma la sofferenza salvifica del mutilato.
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Mine antiuomo che mutilano tanti bambini nella guerra in Afghanistan e non solo.

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L'autore
Fabricio Guerrini
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Commenti (3)

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Mirella Crapanzano3 ottobre 2008

Un paese di antiche tradizioni, devastato dalle guerre, dal fanatismo, dagli interessi politici e internazionali, dove l'orrore convive col quotidiano, dove la sofferenza finisce con la morte... tutto questo non è solo cronaca, ma è disperazione... bellissima poesia, per non dimenticare che anche noi contribuiamo con l'indifferenza, col potere, col denaro, alla morte di esseri umani...

Rosy Marchettini3 ottobre 2008

Poesia i cui versi intensi portano a riflettere in maniera profonda sul war business! Le mine antiuomo, tengo a precisare, non sono solamente di fabbricazione italiana! Volti distrutti, corpi straziati, uomini senza arti incrementano l'economia mondiale... dovremmo avere schifo di noi stessi per la cattiveria disumana a cui, il dio denaro, ci rende schiavi. La natura uccide, è vero, ma per la sopravvivenza, ma in natura gli animali lo fanno secondo una logica ben precisa. Piaciutissima, apprezzata e condivisa

Rasimaco3 ottobre 2008

con la rosa in mano andiamo in paesi che hanno fame... seminiamo la morte s la riceviamo... vorrei a volte guardare dentro l'anima dun essere che muore e dentro gli occhi di chi lo uccide... é una poesia che deve far riflettere chi ne é capace ma anche chi non lo é...