Eos
guardo dalla mia finestra
l'incidere del sole che dai monti
della Valnerina
s'alza fino allo zenit
del mio sud
per posarsi poi a riposare
dietro le rocche di Narnia
e poi da me tornare
portandomi una nuova Eos
col roseo suo mattino
e a me solo appartiene
e non ci saranno dei dell'Olimpo
o umane genti
e tanto meno
baccellieri irriverenti
che sfioreranno
il suo roseo pallore
come non ci sarà - che occuperà
il mio cuore &8211;
nessuna altra dea
sia essa Athena o Afrodite
o la superba Era
e allora l'aurora
che ha dita di rosa
correndo nell'alba
ormai radiosa
ecco il suo corpo accanto
al mio posa
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Commenti (1)
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Silviana4 ottobre 2008
versi onirici che descrivono uno stare... un benessere dello spirito... Un appagamento d'amore... Nulla è più desiderabile della donna amata... anche il lessico non è male...
