Morirò di spilli alle pupille
È un giorno di nuvole di piombo
a pesarti di neve sul cuore
ciottoli di ghiaia nella gola
a farti lacrimare forte gli occhi
e muto, il pianto, non trova vocali
strozzato dalla sua stessa impotenza
si sgretola la diga di illusioni
più non provi, d'inerzia, ad arginare
e il grigio che riveste il tuo cielo
ogni mio orizzonte sta svanendo.
È un giorno che il sole non riscalda
tremandomi l'assenza che intravedo
è un pensiero che sbianca le nocche
stringendo vanamente ogni futuro
raccolgo briciole del mio sorriso
da offrirti nell'ultimo tuo pasto
è rotta la voce dei silenzi
cercando l'abbraccio che svanisce
tra il freddo ed i tubi della flebo
bruciando il tuo ricordo dentro il cuore.
Chi ci ha tolto l'incontro in riva al lago
o ai binari che portavano alle labbra?
Chi potrà darmi il profumo della pelle
nei risvegli baciando il nuovo giorno?
E maledico l'aria con gli artigli
e terra bagno, ai piedi, col mio sale.
Chi ha stabilito la dote di un rimpianto
che scintilla mi si oscura coi tuoi occhi?
Ma ti farò andare, se proprio devi,
lasciandoti nel viaggio ogni mio senso.
È un giorno lentamente che si spegne
ed io mi sto eclissando dietro il mare
e l'amore che c'è nelle canzoni
schiaffeggia oggi la mia poesia
è invisibile il mostro che dilania
la tua luce e tutta la mia vita
ed il sogno che mi sosteneva
si frantuma in schegge alla tua resa
Morirò di spilli alle pupille
rivedendo altri occhi smeraldo.
08/10/08
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Paolo Ursaia8 ottobre 2008
Poesia d'enorme impatto, che leva il respiro... letta, sofferta, verso per verso.
Rosalunare2 novembre 2008
Versi da leggere, e rileggere... ancora... Davvero molto bella

