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Fantasia 12 ottobre 2008 · lettura 1 min · 1222 letture

Gengis Khan

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Monica Puleo 12 poesie pubblicate
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Gengis Khan di notte, nella tenda, tracciava arcobaleni per fermare la tempesta. Povere cose aveva per far questi disegni: la sabbia, il sangue, le pietre aguzze dei deserti. Il giallo, quello chiaro, riusciva a immaginarlo; il viola gli esplodeva ai lati del cervello. Il verde lo sapeva, era tenerezza, un soffio di carezza. Ma l'indaco del mare da sempre gli mancava, da sempre lui sapeva che l'assenza fa soffocare. Può farti amare un mare che mai potrai guardare; può farti amare il mare dove non ti potrai bagnare. E lo vorrebbe bere tutto quel maledetto mare, che si ritrae, mentre lui vi vorrebbe annegare.
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Dal libro: Canto d'amore al mignolo della mano destra

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Monica Puleo
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