A sé/stante
Dell'acqua che scorre sulla pelle,
sai descrivermi l'itinerario?
del moto delle stelle nel cervello,
sai tracciare il richiamo?
del pulsare della vena nella tempia,
sai riprodurre il battito?
tump, tùmp, ahinoi, ahinòi,
tump, tòi,
tòi, toì.
ahinòi, esposti alle bufere,
armati solo di minuscole sfere
di cristallo
laccato di emozioni,
offuscato dalle cose vere.
Dello sfibrarsi del cuore
sai fermare le ore?
Tempi maledetti,
cadaveri sotto i letti,
tutto ciò che non è detto
è negato
e muore, rimane senza fiato.
La regina scuote forte i capelli,
schizzi d'argento e brandelli
di gioia,
muoia la noia.
Prendetela da sotto le ascelle,
sollevatele il mento,
depositatela in una bacinella
di acqua di mare,
dove possa ritrovare
l'odore e il sapore
delle mani che toccano il fondo
di un mondo
cordiale,
un fondale da amare.
Ahinòi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Zima25 novembre 2008
tra l'essere e l'apparire, tra l'ipocrisia, la menzogna e la sincerità... versi che si articolano in una profondità di suoni e suggestioni, nella struttura particolare, nel ripetersi di ahinòi, noi che non sappiamo distinguere e che spesso ci "perdiamo" nel luccichio della falsità. bella, molto piaciuta!
