I' sor formi'a
Che bell'ottobre! E che giornatine!
Sembra 'he sia torna'a 'uasi esta'e,
vien voglia di piantà' 'ste baggiana'e
e andare a fa' du' pass'alle 'ascine.
Però come si fa? 'Un si po mi'a!
Mi tocca sta' qui drento a lavorà',
sennò poi pe' mangià' come si fa?
'Un son mi'a ci'ala, son formi'a!
'Sto solicello 'ardo fa 'mpazzare:
i' che ci sto a fa' qui rintana'o?
L'è meglio se mi vo a sbra'à' n' i' pra'o:
'sta 'orta voglio fare i' che mi pare!
E sonnecchiando mentre i' sole 'ala,
penso fra me e me: i' che me n'importa
se invece 'he formi'a 'he fa scorta,
pe' oggi, e ho vorsu'o èsse' ci'ala?
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Commenti (1)
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B
Benito Ciarlo12 ottobre 2008
A leggerla m'è tornata in mente via Borgo Pinti e il bar all'angolo di via Giusti dov'ero solito ascoltare, fuori dal bar, i commenti sulla Forentina il lunedì mattina per cominciare allegramente la settimana. Nello stesso bar leggevo di tanto in tanto il Vernacoliere - ch'è di Livorno - che s'era a quel tempo per così dire toscanizzato. Su quel foglio la grafia per la c mancante era un'acca. Il fatto è che con acca o senz'acca questo vostro modo di parlare - dei fiorentini dico - è a dir poco spettacoloso, vuoi per la pronuncia e vuoi per l'ironia che avete ereditato nel DNA.