In morte del padre
Non c'è più la fresca ombra protettiva
del grande e saggio albero
abbattuto.
Ora tocca a me
rinforzare le penetranti radici,
stendere verso il cielo i robusti rami
e farvi scorrere fresca linfa vitale,
che dia vita ad innumerevoli foglie
e ad una frondosa chioma;
sarà ora la mia ombra
a riparare dai raggi troppo ardenti
i giovani arbusti e gli esili tronchi
che mi sono più vicini.
Mi nutrirò
della sapida memoria della sua vita,
dei racconti
che già mi mormora il vento
che ben lo conobbe
e che il fogliame diffonde
di albero in albero.
La pioggia mi accarezzerà
sussurrando il suo nome
e ricordando come fossero accoglienti
le sue foglie.
E tutta la vita alata e strisciante
che aveva trovato riparo presso di lui
si aggrapperà
alle scaglie della mia corteccia
e troverà
tra i miei frutti e fra le foglie
l'asilo
che temeva di aver perduto.
©
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