Porvere
Me guardo le du' foto cor soriso.
In mezzo c'è una croce.
Nun ciànno più la voce.
Mo stanno in paradiso.
Ce metto un fiore
da quanno so partiti p'er Creatore.
Ce so du' date:
quanno che so arivate
e quanno so finite, quele vite.
"Dato che primoppoi
ho da venì indove state voi
me fate un po' de spazzio
pe quanno lasserò tutto 'sto strazzio?
Nun dite gnente?
Ho già deciso io!"
Ho fatto un ber contratto
p'er giorno che m'ariva l'accidente:
verrò co voi da Dio.
Sarò una porveretta,
me piazzeranno drento a una cassetta.
E chi se ne va più ...
Starò co voi
come ner tempo de la gioventù.
Ma senza prescia. State lì a aspettà.
Faccio l'artista. Ciò tanto da fà.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
A
Tutte le opere →
L'autore
Alberto Canfora
Sono un romano che ha più anni di quanti ne possiate immaginare. Passo il tempo libero che ho dai 14 anni di professione "pensionato", giocando con un po' di Muse continuando a studiare, come ho fatto sempre. Ho iniziato a divertirmi, facendo bassorilievi di Roma Sparita, poi con gli acquerelli di paesaggi e scorci di
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
B
Benito Ciarlo22 ottobre 2008
Scorre liscia come l'olio, musicale come uno stornello di Gabriella Ferri. Ma gli ultimi due versi sono il vero capolavoro. (Me li sono fatti rileggere da Gigi Proietti e, nonostante fosse fantasia, mi sono divertito mejio che se fossi davvero ad ascoltarli al Sistina).