100!
Sulla tastiera vago ticchettando,
come l'ape che va di fiore in fiore,
qualche parola in rima raccattando
per farne un miele dal gentil sapore.
E l'ambrosia che vado distillando
è per la tua salute, o mio lettore!
Non è che un artifizio, sto giocando,
ma proprio qui sta il suo grande valore;
non v'è messaggio, né utilità alcuna,
solo un facile ritmo da gustare,
cui abbandonarti libero e volare.
Ma mentre voli su fino alla luna,
fammi gli auguri e di': "buona fortuna!"
E se chiedi: "che c'è da festeggiare?"
Io t'invito a brindare,
ché con questo sonetto ho fatto cento
e di ciò me ne dolgo e me ne pento!
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Commenti (2)
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Zima28 ottobre 2008
una poesia per festeggiare col sorriso, senza scopo alcuno -così come l'autore stesso afferma- se non quella di trotterellare a ritmo sulel parole di ciascun verso. bellina e allegra... in nome di un'amicizia virtuale in cui si mescolano riflessioni, sentimenti, giochi. un amico stimolante dal quale lasciarsi trascinare...
B
Benito Ciarlo28 ottobre 2008
Altri cento di questi giorni, vien da augurarci. Leggere poesie ben scritte è un piacere al quale è difficile porre un limite. Facciamo altri 1000... e il pentimento lasciamolo a chi non riesce o non s'è mai cimentato a scrivere in rima o a produrre sonetti.
