Ogni volta che osservo gli altri

Ogni volta che osservo gli altri
senza voler minimamente giudicare il loro comportamento
avverto in me il senso della materia.
Li vedo scolpiti nel marmo
ritagliati nella carta o incisi nel legno come opere d'arte
pensate, composte e disposte nello spazio
secondo un effetto solo prospettico.
Non raggiungo mai il soggetto
è l'ambiente che stimola la mia attenzione.
La scenografia in cui si svolge l'azione
rafforza il mio senso critico sulla debolezza
e sulla perfezione in cui si inquadrano i fatti.
Secondo il mio angolo d'osservazione
è la parte circostante che domina la scena, e colloca
con grande strazio nel fotogramma
solo figure che predicano ciò che la natura ci offre.
Figure distratte dagli effetti del ritmo e della luce
nell'ambizione di persuadere con la loro disinvoltura.
La composizione umana perde ogni suo effetto di profondità
gli oggetti, gli elementi ed i riflessi
che da soli suscitano ogni vera attenzione
si staccano dal palcoscenico delle illusioni nel talento dell'esecuzione
e l'uomo in virtù della sua ininfluenza
rafforza il sospetto
d'essermi sbagliato sul fluire di quanto accade.
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L'autore
Gian Genta
Gian Genta 64 anni è nato Savona dove risiede. Personalità complessa ed inquieta, autodidatta, si dichiara impegnato nel rifiutare ogni principio accademico, sia per soddisfare la ragione dei suoi errori, sia per non sentirsi strozzato dalla gratitudine verso un qualche maestro. Come scrittore nel 2002 esce la sua pr
Commenti (2)
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Giulia Aurora28 novembre 2008
riflessione profonda ed acuta che va al di del solito guardare...
Rasimaco28 novembre 2008
versi profondi e che stimolano l'uomo a pensare, riflettere sull'essenza delle cose e sulle apparenze

