Clorinda la strega
C'era un uomo che era infelice
da quando non faceva più
le cose che gli uomini fanno
quando hanno l'uccello all'insù.
In paese si sparla per niente,
figuriamoci la frenesia
quando infine seppero tutti
che il suo uccello è volato via!
Ma lui non voleva saperne
di restare in eterno così
piuttosto, si disse, meglio morire
che averlo solo per far pipì.
Ma d'un tratto gli venne un'idea
immorale, ma chissenefrega
attese la notte e corse nel bosco
a cercare Clorinda, la strega.
Ma i ragazzacci di strada
spiando l'uscita notturna
lo vedono andare nel bosco
con aria un po' taciturna,
lo vedono bussare alla porta
di una squallida catapecchia
la porta si apre, lui entra
e scorge Clorinda, la vecchia.
"Clorinda, ti prego, ti pago se vuoi
ma tu non deludermi adesso,
ti prego per tutto l'oro del mondo
ma tu risolleva il mio sesso".
E Clorinda, la buona vecchietta
vicina oramai agli ottanta
gli dice: "Posso aiutarti, però
ricorda, non sono una santa".
"Tu chiedimi qualunque cosa"
risponde "ripeto, qualunque
ti giuro che io ti ripagherò
ma adesso passiamo al dunque".
E Clorinda, la buona vecchietta
afferra uno strano libello,
legge una formula arcana e...
gli drizza di colpo l'uccello.
E lui le cade in ginocchio
le esclama "Tu sia benedetta!"
e la strega gli strilla: "Ti pare giusto
parlare così a una vecchietta?
Piuttosto" continua, seccata:
"mantieni il tuo giuramento".
"Tu dimmi che vuoi ed io te lo do
in questo preciso momento".
"Benissimo!" esclama la strega
"ti chiedo un piacere solo:
cala le braghe e fammi vedere
il mio capolavoro".
Arrossendo per la vergogna, lui
vorrebbe sottrarsi a quel gesto
ma in fondo, riflette, c'è di peggio
e mi accontento di questo.
La strega spalanca la bocca
e resta a sbavare perplessa,
gli dice: "Se è opera mia,
ho superato me stessa!
Mi spiace, non posso lasciarti
andare con questa scultura,
mi merito almeno di esser la prima
a saggiare la mia creatura.
E non provare a scappare,
se vuoi che ti lasci il piccino!"
al che, il povero diavolo
si rassegnò al suo destino.
Ma i ragazzi, rimasti a spiare
starnazzano, sul più bello:
"Gli ci voleva la strega
a raddrizzargli l'uccello!".
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Commenti (1)
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Mariasilvia11 dicembre 2008
Una favola dal sapore ironico ma vero. Particolare e fuori dall'idea dell'erotismo proprio. Non superflua. Bene la nota. Letta volentieri!