Le notti bianche
E adesso che mi chiami dottore
mi sento più stupido di prima,
sarà che continuo ad essere studente
o che continuo a scriver con la rima.
Lo dicevano gli amici ed i compagni
che siamo nella merda, su per giù
eppure in questi giorni si respira
un'aria che non si sopporta più.
Ma dove sono quelle notti bianche
trascorse con la buona compagnia,
dove le veglie squallide e romantiche
a scongiurare la malinconia?
Non t'importava se fossi fedele
ma ti piaceva la mia libertà
di credere in un dio, in un ideale
cui consacrare la mia dignità.
Eppure, giuro, ho smesso di cercare
una parola, una verità assoluta
non come quando avevo sedicianni,
quando giocavo a bere la cicuta.
E tu che dici di non far rumore,
di preservare la nostra onestà
ma continua a piacerti far l'amore
per quale ragione, non si sa
e tu che dici sempre che sai tutto
spiegami adesso, spiega come mai
non sai sanare la contraddizione
di avere me e stare in mezzo ai guai.
Eppure i guai noi non li abbiamo chiesti
né cercati, ma son venuti loro
a mettersi tra noi e i nostri vent'anni,
ad impedirci di spiccare il volo.
Non siamo stati poi così egoisti
da non guardare oltre il nostro naso,
ma se questo è il prezzo dell'ardire
forse alzare la testa non è il caso.
Ma in quelle notti folli e disperate
uccidevamo il male e l'utopia,
opponendo alla scienza e al conformismo
i versi della nostra poesia.
E quando correvamo per le strade
ad inseguire la felicità
ci sentivamo liberi di credere
che proprio quella fosse la realtà.
Ma adesso che mi chiami dottore
non so se n'è valsa la pena
fuggire dalle tenebre del volgo
per fingere di stare sulla scena.
E adesso che stanotte sta finendo
e tutta addormentata è la città
non so perché, mi sembra così bella
più di quanto lo sia nella realtà.
Sarà che sto invecchiando già da ora
o che mi assale un po' di nostalgia,
eppure passerei tante altre notti
a scongiurare la malinconia.
E questi sono versi un po' per tutti
di cui il dottore si vergognerà,
ma prova a ricordarli al Cantastorie
che fiero più degli altri ne sarà.
©
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Commenti (2)
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mp47pasquino7 dicembre 2008
Poesia, tema e parole azzeccatissime tra rime e musicalità non indifferenti che lasciano il piacere della lettura indipendentemente dal tema che è di per se valido ed attuale. A ben rileggerti.
Cuccu Anna Maria8 dicembre 2008
Poesia molto originale sia per il tema sia per lo stile. Rimpianti per i tempi in cui prima di essere diventato "dottore" l'autore Inseguiva utopie e ideali insieme alla sua lei o in altra compagnia scongiurava la malinconia. Apprezzata.

