Goffredo
Goffredo era ferraio in un cantiere edile
aveva una moglie e una figlia sulle spalle,
la prima s'arrangiava facendo l'estetista
per la gente coi soldi e senza palle.
La solita epopea arrivare a fine mese
tra le spese, il fitto, il vitto e i libri di scuola
le solite battute del capo cantiere,
le amarezze e un grande groppo in gola.
Per non parlare dei sogni rinchiusi in un cassetto
la voglia giovanile di mettersi a cantare,
Goffredo da ragazzo suonava in un complesso
ma del cassetto perse anche la chiave.
Ci aveva un po' creduto, si sa, quando s'è giovani
quando imitava Dylan, le note di De Andrè
ma poi venne la vita a soffiare sui suoi sogni,
ad eclissare quello che non c'è.
E poi il vizioso circolo della vita quotidiana
col suo mare indomito di frustrazioni stanche
cui Goffredo, se avesse studiato
avrebbe dato il nome di... anànche.
Ma nel buio opaco in cui tirava avanti
nutriva una speranza, la sua perla preziosa
la udiva ogni domenica cantare in chiesa
con la sua voce... la voce melodiosa.
La sua perla prendeva buoni voti a scuola
ma lui per lei vedeva il Conservatorio,
ma lui per lei voleva ciò che avrebbe voluto,
tutto ciò che per lui era illusorio.
E un giorno lo chiamò il suo capo cantiere,
Goffredo già sentiva odore di promozione
ma il suo capo cantiere gli parlò di altro...
gli parlò di liquidazione.
Goffredo a quarant'anni non ha più un lavoro
e le porte in faccia fanno male a quest'età,
è così difficile inventarsi un mestiere
quando troppo dura è la realtà.
Goffredo adesso arrangia facendo un po' di tutto
e sua figlia si vergogna di papà,
perché la maestra le ha chiesto oggi a scuola:
"ma tuo padre che lavoro fa?".
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Commenti (1)
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Mauro3 febbraio 2009
Bella, bella, bella, uno spaccato di vita quotidiana e di quotidiana tragedia. Perdere il lavoro a 40 anni, argomento attualissimo vista la crisi annunciata... forse anche un po' "troppo" annunciata.
