Lettera all'inverno
Ho visto tramonti come soli
da raggiungere e aggiungere
a tutti i miei rimpianti.
Io ho combattuto contro tutto,
anche il silenzio era una croce
l'ho gridato forte al vento,
vienimi incontro maledetto freddo,
qualsiasi ferita non può bruciare
quello che il vuoto ha cancellato.
Non cambierà più niente il tempo,
non voglio far parte del passato
e nemmeno di questo cielo grigio,
per come passano i secondi
vorrei che morissero gli istanti,
che mi portano ancora a te
e resto immobile e indeciso,
ma non posso tornare dove
hai lasciato il mio nome
sputato nel fango e nell'odio.
Io che anche l'anima ho dato
e restavo da solo a combattere,
tradito e pugnalato alle spalle,
cosa mi è rimasto dentro
l'ho scritto in queste parole.
Ho speso la vita a testa bassa
e neanche una fottuta parola,
un abbraccio, un bacio,
almeno sia sincera questa pioggia
che bagna la mia vita senza traccia.
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Commenti (1)
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Ferny Max Curzio29 dicembre 2008
Non può l'Autore d'un testo così bello starsene al freddo e al gelo "comm'a 'n'aucielluzzo sperduto", diremmo a Napoli. Canto d'elegia e di ribellione per l'Amore tradito, col profondo desiderio che il tempo ne cancelli ogni traccia di dolore e morte. Qui c'è tutto e splendidamente... come il bisogno, che vi è sotteso, di risorgere dalle ceneri del passato, affinché l'Anima possa riviverlo lAmore, ma quello vero, le cui tracce di gioia durano per sempre. Il più vivo augurio che ciò avvenga presto a uno dei miei poeti preferiti di Scrivere.
