Fantasmi di vanità
"già li fummo,
io re
e tu regina."
Invano
Ci ritrovammo
cercati dal pianto
in cima alle torri
con gli occhi belli
sfilacciati al vento.
Invano
Suonammo le onde
al pianoforte muto
d'amore le tristi arie
con labbra esangui
per il cammin perduto
invano
ci dividemmo
decisi dal lampo
nelle gelide stanze
agli occhi stanchi
senza essere che un esempio
invano
ci amammo
nel sottoscala di un sogno
(invano, invano, invano)
se io non possiedo,
dei seni che baciai,
Ne più il regno!
Ne un sol castello!
©
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Commenti (3)
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Amara26 dicembre 2008
...bellissime immagini... nitide... evocate da parole sempre emozionanti... nella malinconia del distacco... che lascia... ombre nelle mani...
Rosalunare26 dicembre 2008
invano... ma niente accade mai invano... anche quando si mostra l'illusione, lo spettacolo ha insegnato qualcosa. Bellissimi versi, pur nella loro amarezza... bella, bella davvero
Danielinagranata27 dicembre 2008
un'emozione questa tua versi molto originali e belli velati di malinconia e tristezza ma meritano un applauso piaciuta molto


