Nella noia e nel dolore
Ad un covo di luna rapita
a un lento mormorio di gambe sedute
e sole
al segreto filare dei cipressi
di perduti cifrari
di parole
il salire immobile del ritorno
al rintocco sordo di ciglia
ad un fluire stanco di pareti
di lenzuola e scale,
ad un riempirsi di vuoto abbandonato:
di automobili, locali ed ascensori,
un nastro stanco di lutto
per una fede
che infine ci separa
alle sponde gelide
di questo letto.
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Commenti (2)
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Amara28 dicembre 2008
.sponde gelate... a cui spesso si approda... a volte nell'inconsapevolezza... a volte in una rassegnazione sorda... bisognerebbe ascoltare il vento... ...stupenda...
Carolina Villani Bidibambina29 dicembre 2008
Più profonda è la noia più struggente ci appare il dolore... ma anche il dolore è un palpito di vita... che vale sempre la pena di essere vissuta... occorrerebbe reinventarsi ogni giorno e non lasciarsi morire... Poesia dai toni molto tristi ma non rassegnati, vera, d'amore... e per questo bellissima!

