Male incurabile

Quando l'artiglio del male incurabile
graffia le tue carni,
coscienza e pensiero svaniscono in un inferno
di mesta ragione,
l'essere sprofonda se stesso in un letto
di dolorosa solitudine,
abbandonando il quotidiano eclissato
dall'eco del dolore.
Amici parenti amanti, tutto appare lontano,
spettri silenti di un'altra dimensione,
la lotta per la vita prende tutto il tuo orizzonte
spremendoti ogni goccia di sangue.
Triste agonia di sogni interrotti
da un sommesso piangere dell'anima.
Gravanti ombre aggirano la porta della morte
percorrendo sentieri a ritroso,
apprezzando quel che nella vita
fino a ieri si era ignorato.
Quel sorriso spontaneo di un bambino
rilasciato nel suo giorno più bello,
ti colpisce come un martello.
Lo sciacquio dell'acqua che cola dalla gronda,
lungo una giornata di pioggia
una soave musica
Il volo di una farfalla su quel fiore,
un incontaminato gesto d'amore.
©
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L'autore
Mauro
Ormai sessantenne, ho scoperto il piacere della poesia come pubblica espressione dei miei pensieri. Scrivo preferibilmente in rima perchè gli ancestrali ricordi scolastici, mi fanno percepire la poesia come qualcosa di ritmico e musicale. Non riuscirei a fare altrimenti. Accanito lettore di Fantascienza, musicista
Commenti (1)
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Berta Biagini28 dicembre 2008
Purtroppo ogni parola scritta in questa sensibilissima poesia rispecchia la realtà di chi si è ritrovato in questo tunnel e dal quale con ogni mezzo ha provato e prova ad uscirne. Per capire ciò, basterebbe stare accanto a chi ha sofferto questi terribili momenti. Molto molto sentita.

