Fuori di qui (la suicida)
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...leggo un richiamo a Faber... nella canzone per Tenco... in queste parole che sanno trasmettere la stanchezza senza uscita... le croci ai polsi... come quelle che sente sulle spalle ...troppo pesanti... è vero... a volte si fa fatica a perdonare il dolore che ci lascia chi decide di andarsene... ed è colpa che sentiamo per non aver saputo capire... ...tanto bella...
e quelle bianche carezze diventeranno ali... donate dall'unica persona che ha compreso che non c'è nulla da perdonare... né da capire... Un brivido mi attraversa nei ricordi... e per questo ti ringrazio.
"Ti pesò la vita, ti alleggerì la morte": leggo qui il senso delsuicidio, come fosse visto attraverso gli occhi della suicida, che paiono capovolgere la consueta, abitudinaria valutazione di quei due momenti. La morte, cercata e scelta offre un tipo di conoscenza unica.
Soltanto una profonda solitudine e una grande disperazione possono portare una persona a rinunciare a vivere. Molti non capiranno e condanneranno quel gesto, ma infine la Clemenza di Dio la abbraccerà. Molto apprezzata.
E' difficile capire perché una persona può arrivare a simili gesti - ma credo che ognuno di noi possa arrivare a compiere questo.
Ritengo che davanti al mistero di una vita negata, sommersi dal dolore, non dovremmo ergerci a giudici... non aspetta a noi giudicare perché una vita che si spegne dimostra un fallimento di comprensione, di attenzione da parte di tutti. Secondo me certe morti strazianti ci dovrebbero spingere alla "pietas Cristiana"lasciando a Dio la comprensione, il perdono per un'anima smarrita. Versi scritti molto bene. Un'ottima poesia...




