Il vecchio seduttore

Seduto te ne stai su quella sedia,
impomatato e liscio è il tuo capello,
ma visto che oramai son troppo radi,
faresti bene a metterti un cappello.
Languido l'occhio, languidi gli sguardi,
e non t'accorgi ch'è ormai troppo tardi,
per misurarti con quelle candide sbarbine,
che accanto a te sembran tante ragazzine.
Tentato da quella musica recente,
scendi giù in pista a fare il deficiente,
con mosse lente stanche e ingenerose,
sembra ti sia sparato qualche dose.
Infine al bar ti siedi un po' affannato,
ritorni con la mente al tuo passato,
ordini un drink e lo assapori lentamente,
cercando di farti notare dalla gente.
Girando l'occhio con lo sguardo fiero,
nessuno t'ha notato per davvero,
capisci infine che il trascorrer della vita,
a questo punto t'ha fatto perder la partita.
Deluso e un po' scocciato il seduttore,
lascia il locale per non mai più tornare,
e al fine di azzittire le sue voglie,
stanotte farà l'amore con sua moglie.
©
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L'autore
Mauro
Ormai sessantenne, ho scoperto il piacere della poesia come pubblica espressione dei miei pensieri. Scrivo preferibilmente in rima perchè gli ancestrali ricordi scolastici, mi fanno percepire la poesia come qualcosa di ritmico e musicale. Non riuscirei a fare altrimenti. Accanito lettore di Fantascienza, musicista
Commenti (1)
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C
Colomba4 gennaio 2012
Versi comici, volti ad esorcizzare l'età avanzata, non più idonea ad attirare l'attenzione delle ragazze, infine deluso, amareggiato, rassegnato rientra nel suo abitato. Uno degli aspetti della realtà!
