Miele d'inverno
Ogni fiore fugge
Il tuo miele è rancido
il mio nettare acido
dalle tue
palme
volano api drogate
succhiando dolcezze
sfrenano i sogni
angeli inquieti
ai prati depredati
mentre favi giacciono
stecchiti al ciglio
di una riva
gelata
chiamata autunno
dove sono i tuoi baci?
Dove dormono le tue mani?
Dimmi dove vivono le tue parole!
Dei voli meticolosi delle api
del dolce scambiare,
dimmi che cosa rimane.
L'erba tace
e tra le margherite spoglie
il m'ama non
m'ama
è un delitto
che non si sceglie
ora si posa nel prato
e morendo
richiama
solo l'ape regina
ai fuchi e all'operaie
un altro inverno è
arrivato,
il compito è finito.
Addio mia bella
tanto
t'ho amato.
©
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Commenti (1)
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Giorgia Spurio30 ottobre 2009
il titolo attrae subito per la sua antitesi, il dolce miele e il rigido inverno. e le figure, le immagini che corrono nei versi sono spettacolari. l'amore è un'antitesi, è dolore e felicità, è miele d'inverno e tutte le metafore descritte. ed infine... la fine. bella poesia
