Canzone del contadino al vento cubano
baciami soffiando
senza gridare
con labbra dolci
che oggi si va a zappare
ti prego
entra per rubare,
solo l'ombra preziosa
dei vicoli o delle chiese
e dalle carrozze del malecon
portaci
le carezze delle donne
e gli spruzzi del lungomare
dolce fino ai campi
morsi dal sole
vieni alleviando
per un'ora gentile
fallo con labbra calde
di sere havanere
che domani ricorda
dobbiamo mangiare
arriva per asciugar
la fronte degli aratri,
le mani, le vanghe
e la fatica dei muli
o per scacciar dai cuori
i corvi e i menagrami
con la manata d'una frusta
come un po' di pace
sulla terra seminata
poi tra le canne da zucchero
sfiora dolce vento
chiudendo le tende
delle palme al mio riposo
e vieni
a baciar questo filo
di tabacco buono
teso dalle mie labbra
al cielo cubano
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Cuccu Anna Maria28 gennaio 2009
... e vieni a baciar questo filo di tabacco buono teso dalle mie labbra al cielo cubano... poesia che riflette la vita contadina cubana tra coltivazioni di tabacco e canne da zucchero. Versi molto eleganti e misicali. Apprezzata.
G
Gabriella Cantoni28 gennaio 2009
Una canzone calda, dolce, scritta con amore e delicatezza. Poesia che ti porta proprio lì, in quella terra lontana...
Rosy Marchettini29 gennaio 2009
Bellissima poesia Versi pieni di sentimenti Bella descrizione della vita contadina cubana Applausi, Luca, da questo Grande Teatro Piaciuta ed apprezzata tantissimo

