Quando il male arriva da lontano

La lama infilzata nel cuore
non da solamente dolore,
ma rabbia, vergogna ed orrore.
E la mano che l'ha conficcata,
ora è altrove: a sollevare una birra,
o a lisciare la sua lurida spada.
E chissà quanto mare ti serva
per lavare via tutta la merda
di cui l'anima senti inondata.
Forse tanto quant'è la distanza
che quel male nascosto ha percorso
prima d'essere preso in soccorso.
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Commenti (2)
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Erika Giobellina1 febbraio 2009
Senmto leggendo quelle parole, nei vocaboli, la rabbia che mi ribolle, mi emoziona, ma mi avvicina a quelle sensazioni che forse solo vomitate su pezzo di carta ti liberano del dolore, della rabbia, del rancore. un abbraccio... sincero KARMALICE ERIKA
Cuccu Anna Maria1 febbraio 2009
Poesia piena di giusta indignazione e rabbia. La vittima con una spada infilzata prova dolore, umiliazione e vergogna e lo stupratore sarà in qualche bar a bere birra e a lisciare la sua lurida spada con le sue turpi mani. Risvolti tristi di una giustizia umana che premia gli stupratori e condanna le vittime. Apprezzata.

