Nell'oscurità
Fuori è ancora giorno ma qui, dentro, l'oscurità
stò abbandonando la luce del sole e le prime
ombre appaiono da dietro la porta.
Non desidero muovere neanche un dito, ma
restare immobile mentre nello stomaco provo
un vuoto insopportabile.
Ricordo il tuo nome, quello che mi hai detto ieri.
Domani, lo so, lo cambierai ed io mi consumerò
nel dubbio.
La tua fatalità sopravvive nell'equivoca distanza,
ed io vorrei che tu cadessi ai miei piedi e ti
sottomettessi alle mie ragioni.
Il tuo equivoco linguaggio offende il mio cuore,
e allora mi allontano dal tuo corpo.
Ma la tua bocca mi attira e quasi vorrei morderla.
Desidero le tue labbra, non chiedo che questo.
Allora le tue palpebre sfioreranno le mie
e i nostri aliti saranno un unico alito.
©
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L'autore
Gianni Langmann
Se non amassi la poesia, non saprei cosa offrire. Poichè la amo, vorrei poter donare qualcosa che non abbia un senso finito. Se potessi, vorrei offrire l'infinito.
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