Lago notturno
Fasci lucenti di raggi lunari
mutano, con strati d'argento fuso,
la superficie del lago.
Matite sporche di fango
paiono i canneti,
umili rifugi di anatre selvatiche.
Gocce di brina avvolgono
esili lame di felci
con minuscole perle
di cenere dipinte.
Verso le sponde,
silenti prue lignee
scivolano lente,
rifugi di antichi retaggi.
Flebili fiamme di acetilene,
illuminano ritmate carezze
dei remi sulle onde.
©
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L'autore
Gianni Langmann
Se non amassi la poesia, non saprei cosa offrire. Poichè la amo, vorrei poter donare qualcosa che non abbia un senso finito. Se potessi, vorrei offrire l'infinito.
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