Un incontro

E adesso, cosa ti dovrei dire?
Che son sempre i migliori a morire?
O che il tempo sta di nuovo cambiando
e stasera, vedrai, pioverà?
O di cosa ti dovrei parlare?
Di quanto son bravi i miei figli?
O se faccio lo stesso lavoro
e se vado ancora a ballare?
Ma certo, lo posso anche fare,
ma ho bisogno di altro...
Ho bisogno di gridare al mondo
la mia verità.
La mia voglia di sparire,
il mio stato d'immobilità,
la mia autodistruzione
ed il male che il cuore mi fa.
Ma mi manca il coraggio ed allora,
col sorriso migliore da offrirti,
ti stringo la mano e ti abbraccio:
"che piacere mi ha fatto incontrarti"!
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Commenti (2)
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Gesuino Curreli6 febbraio 2009
semplice e sincera. Bella per l'immediatezza. Troppo spesso ci si avvita in una tombola verbale che si avvale di alibi cretini.
A
Aledam6 febbraio 2009
Mi è davvero piaciuto questo tuo modo di sintetizzare le convenzioni di una vita che ancora ci appartiene, ma che non è certo così che avremmo voluta.
