Una tazza di thé
Sul letto una vestaglia rosso fuoco
e petali di rosa sparsi ovunque
resti di una notte ancora accesa
braci nel camino
odore di candele
seducente
e luce chiara
ora che è mattino
entra soffusa
direi quasi discreta
come il jazz di un brano conosciuto
che suona nella mente
e nelle stanze
allo scrittoio
spalle nude di donna
una qualunque
a scrivere di sogni e il suo sgomento
a qualche amico
o a qualche convenuto
nella tazza il suo thé
s'è fatto freddo e scuro
Abbiamo cento pelli
noi poeti
per meglio dire abbiamo cento vite
alcune raccontate
altre sopite
nessuna è quella vera
o tutte
sono vere
certo non siamo
quella della realtà
nel quotidiano
fingiamo d'indossare
altre maniere
di nascondere ben bene
come siamo
a chi non può capire
né vedere
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Commenti (4)
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Mauro9 febbraio 2009
Bello questo spaccato di vita, la pelle dei poeti è come di serpente. L'ho letta con curiosità e piacere.
Berta Biagini9 febbraio 2009
Mi sono soffermata parecchio sugli ultimi due versi che mi hanno fatto molto molto riflettere. Inutile dire che è piaciuta.
Rasimaco9 febbraio 2009
é una poesia di indubbio spessore, non basta una semolice lettura, bisogna leggerla e rileggerla per scoprirci dentro delle profonde verità... molto apprezzata
Paolo Ursaia9 febbraio 2009
Da leggere lentamente... da meditare. Asciutta, senza... effetti speciali. Riflessioni e sostanza. Piaciuta



