La nuda
In sogno eri essenza
come guscio svuotato
da ogni complessità
e gli occhi perforavano
la tua coscienza .
Così a lungo l'ho guardata
che infine non era più lei
ma semplicemente donna
e in luce così nitida
che non poteva tradire.
A lungo le ho tenuto la mano
nella mia
Ma senza alcun calore
perché la sua fredda
per conduzione
non mentisse ancora.
Ed in grazia di questo
con candore
ho capito quale inverno
fosse in bocca sua
la parola amore.
©
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Commenti (5)
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F
Franca Canfora11 febbraio 2009
Mi piace la tenerezza e la delicatezza di questi versi, così semplici, spontanei, ma ben costruiti.
Antonella Bonaffini11 febbraio 2009
Versi tristi ma che nella loro delicatezza, sembrano urlare... una piccola ma percepibile delusione. Piaciuta!
Federica Bernardini11 febbraio 2009
l'ho apprezzata moltissimo. Hai saputo descrivere una delusione, cocente, con serenità, l'hai scoperta lentamente e alla fine eri già consapevole che sarebbe accaduto.
G
Gabriella Cantoni11 febbraio 2009
La bellezza notevole di questi versi ha il suo top nella conclusione che trovo veramente "una visione lirica della realtà"
Frammento11 febbraio 2009
...ed io capisco quale primavera si lucida di sole nella tua... Bella davvero


