L'amore di nessuno
Potevano le tue mani
raccogliere i miei gradini
come scivoloni
di romantici monelli
sulle scale suonate all'argento
caduto per distrazione
dalle stelle
forse potevano le tue braccia
perdonare l'inizio
che nessuno mi aveva predetto
partorendo un principio
che non fosse condanna
già firmata da Dio su questo palmo
in tratti di lune versate a ritroso
come colpe da recitare a salmo
avrebbero potuto i tuoi occhi
avvistare i miei rossi giardini
come alhambre d'oasi
nei deserti assetati d'amore
credendo ai miraggi di destini lontani
come a spose fedeli
incatenate domani ai tuoi piedi
avrebbe potuto il tuo cuore
-non dire di dover partire-
trattenersi.
non nel soffio di un'idea che muore
ma per la voglia che rimane
in rossa pietra gemella senza paura
indossata come semplice bigiotteria
e preziosa per la stessa meraviglia
di essere come gioia
non solo tua.
non solo mia.
©
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Commenti (4)
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G
Gabriella Cantoni13 febbraio 2009
Non si commentano versi di difficile interpretazione razionale, come questi, ma se la poesia non si deve capire con la testa bensì "con la pancia" questa è poesia d'altissimo valore artistico. Dico Stupenda!
Frammento13 febbraio 2009
...a volte mi piace rimanere senza parole... E' decisamente bella...
Mirella Crapanzano13 febbraio 2009
Le tue poesie sono sempre bellezza ed emozione, questa in particolare, nella struttura, nella musicalità, ma soprattutto nell'intensità che le immagini donano ha forza e stile particolare. Bellissima...
Rasimaco14 febbraio 2009
da leggere e rileggere per poterne carpire i più reconditi significati... in ogni caso stupenda


