Sipari terrestri
Capita di vederti tornare
su orizzonti di onde metalliche
partorita da spirali di nebbie lente
quasi annunciata dal lungo pianto
di invisibili porti
ma il sogno, che mai mi allontana,
è un oceano denso dove continuano tempeste
e dove ogni tregua è una scusa del vento
per restituirmi solo il naufragio dei tuoi occhi
è sempre così;
i miei mattini hanno rive di bocche salate
e lenzuola umide
come alghe ancora aggrappate
a chiglie sommerse di bastimenti senza sosta.
E sempre sei tu,
l'assente che braccano sulla Terra i miei fantasmi
quando la notte sfrena i suoi corsieri
per inseguirti su frequenze di sogno
sguainando criniere d'acciaio mosse all'oblio
come ondeggianti artigli di lucido desiderio
pronti a squarciare in altri mondi
terrestri sipari d'addio
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Commenti (1)
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Amara17 febbraio 2009
...poesia... che si sente e... si vede... metafore che scivolano con la leggerezza del respiro... dove potersi rileggere... bellissima...
