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Fiabe 20 febbraio 2009 · lettura 3 min · 1785 letture

Favola

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Davide D 53 poesie pubblicate
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Lei era brutta come la morte e nessuno la voleva, lei dentro sente un cuore ma nessuno lo sapeva. Lei sognava il grande amore ma l'amore la fuggiva, lei sognava di fuggire ma al contrario avveniva. Lui era bello come il sole e mille donne con sé aveva, lui dentro sente il vuoto ma felice già viveva. Lui sognava donne e vino e vino e donne trangugiava, non aveva più alcun sogno e ormai sazio disperava. Un giorno vide la brutta e restò quasi ammaliato: quella era la più brutta che avesse mai incontrato. E trovò la medicina a quell'apatia avvilente: pensò di avvicinare quella terapia vivente. Così il bello corteggiò lei brutta come la morte e lei gli voltò le spalle non credendo alla sua corte. Così il bello fu respinto per la sua prima volta e in quell'esperienza unica lei divenne disinvolta. Lui si armò di tutto punto per affrontare quella fiera, che sbocciava in quel momento come un fiore a primavera. Lui scagliò su di lei le mille armi dell'amore, lei respinse con disprezzo lui bello come il sole. Poi la brutta corse in giro a vantarsi tra le stelle e la fecero regina, la più bella tra le belle. E lui, deriso dalla folla si gettò in una fossa ma, pietoso ormai di lui un nido accolse le sue ossa. Lei, regina del paese se la spassa giorno e notte seviziando i suoi uomini come povere mignotte. Si sentiva la più bella e rimosse il suo passato: si sentiva la più bella, la più bella del creato. E al suo palazzo accorrono da ogni parte che confina, accorrono a frotte ad ammirare la regina. E venivano a chinarsi a portarle del denaro, ricchezze, blandizie e ogni sorta di regalo. Ma un giorno, al suo palazzo sopraggiunge un forestiero a portarle il suo dono, coperto da un gran velo. Lei lo squarcia e, nello specchio riconosce la natura e stramazza lì, per terra già morta di paura. Lui era bello come il sole ma tornò sul suo cammino, perché aveva anche un cuore, come quello di un bambino. Chi minaccia la bellezza o bellezza non rispetta porge il braccio alla menzogna e la gola alla vendetta!
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Contro il facile tòpos della diseguaglianza tra bellezza esteriore ed interiore. Non è un ritorno alla kalokagathìa, ma solo una considerazione distinta delle due sfere di giudizio. E difesa della bellezza è anche difesa dell'opera artistica, in cui si cerca troppo spesso un significato, trascurando la purezza e l'immediatezza della dimensione estetica!

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L'autore
Davide D
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Commenti (1)

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Cuccu Anna Maria20 febbraio 2009

Nelle fiabe e soprattutto nella vita le donne brutte vengono respinte a priori senza che abbiano la possibilità di dimostrare la loro interiorità. Bisogna vedere che cosa si intende per bellezza. Quella esteriore è effimera e non duratura l'altra più profonda e duratura.