Hiroshima

Lassù, alto nel cielo
rombo di possenti motori
fendono rarefatta aria
graffiando bianche nubi inodori.
Carico di morte,
racchiuso nel ventre
di lamiere d'acciaio contorte,
s'acquata immobile e spento.
Ignari, per negozi e mercati,
s'incamminano madri e fanciulli
di quel popolo d'oriente,
orgoglioso dello stato presente.
Alto, d'un tratto, sordo tuono
di luce abbagliante,
come d'un sole nascente,
illumina volti stupiti
secondi... d'angoscia e paura
spazza in attimo fuggente
città d'un colpo distrutta,
gente per sempre abbattuta
e lassù... in alto,
occhi sbarrati nel veder
quel lampo abbagliante
sotto le ali di latta tremante.
Un popolo d'orgoglio ferito,
titubante e impietrito
dall'orror del nuovo mistero
del sole nel vaso proibito.
D'un tratto tutto s' acquieta
lascia distruzione e tempesta,
corpi martoriati e bruciati
restanti per sempre
nelle occhi di uomini angosciati.
©
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Commenti (1)
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Charlo23 febbraio 2009
bella poesia, per non dimenticare... non che ci siano altre parole d'aggiungere!
