Lamento di un disperato
Trascinarsi, strisciare tra
l'insignificante assenza di
vita, la sconcertante sensazione
di impotenza e piccolezza,
tra gli spavaldi padroni delle
nostre inutili vite;
combattere contro l'assenza
di gravità, il vuoto dei nostri
pensieri distratti, il vortice
inverso dei nostri gusti guasti
e amari;
cadere, cadere sempre più in basso
tra le incantevoli oscurità
della notte, cantando a perdifiato
le distratte note del nostro
eterno requiem di esseri illustri,
per la nostra sublime
capacità di amare e odiare
e per il nostro più incantevole
desiderio di annientare il
nostro ego disarmato.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Cuccu Anna Maria1 marzo 2009
Mi unisco a questo disperato lamento. Totalmente condivisa in tutta la sua disperazione. Tanto apprezzata.
