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Amore 6 marzo 2009 · lettura 2 min · 4654 letture

La mia donna

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Luca Torri 255 poesie pubblicate
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Tu vorresti che le mie mani fossero sempre gabbiani, che scovassi la tua assenza in covi di luna a mezzogiorno o invocando il tuo nome in corridoi lunghi e nudi come inverni quando la notte fa squillare telefoni sommersi nelle case disabitate. Ma il tuo sorriso non è sempre un ciuffo di mughetto. E sai che le tue tempie non profumano sempre di viole o nuvole che il tuo viso non è sempre una placida chiesa o una diga squarciata. Ma per te Sempre sono a cercarti nei fiori disabitati, nelle campane piene di pioggia, nei cassetti sommersi o in crateri di stelle precipitate, cogliendo topazi e zaffiri per darti un cielo, scolpendo rocce in mughetto e rosa per i tuoi sorrisi, stringendo tra le mani favi di filo spinato per sentirti di carne. Così che a volte sei come estranea alle cose di tutti i giorni, e come se non fossi di questo mondo devo venire a cercarti ancora nei miei campi sbocciati di dolce pioggia dove conservo le tue rose vive in custodie d'ambra. Ma quando oggi, sul marciapiede annoiato ho visto quella bella rosa fresca, più elegante e bianca di ogni giglio crollare in tailleur dai suoi tacchi frettolosi legnosa e rigida come un tiglio, anche tra cose di tutti i giorni ti ho pensato: Inciamperesti meglio.
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