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Riflessioni 27 marzo 2006 · lettura 1 min · 1246 letture

Vanitas vanitatum

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Ugo Mastrogiovanni 186 poesie pubblicate
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In città febbrili e pervertite, ho condiviso vizi e malcostumi, l'ansiosa ricerca d'ideale, di quello che eccelle e che non vale. Ho accarezzato il desiderio e la paura della morte, la fuga dalla vita e dalla sorte. Ho provato a sovvertire fisico e metafisico, criticato la complessità del pensiero, le contraddizioni delle ispirazioni. Goffo e impacciato, carico di agi e privilegi ho disprezzato le passioni più comuni, le ricchezze e le miserie, il sole e l'intemperie, ho assaporato il lusso del vestire e il fasto nell'abitare, ho degustato il mio tempo: vanitas vanitatum. (Vanitas vanitatum: Ecclesiaste I:2-14)
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Ugo Mastrogiovanni
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Commenti (4)

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I
Il Crudo27 marzo 2006

Grossa citazione. Il Qoelet (o Ecclesiaste) il mio preferito tra i testi biblici.

S
Shadia Abu Diab10 aprile 2006

I tuoi versi mi avvolgono tanto da non farmi pensare ad altro per qlch min! ! Shadia

Cristina Khay19 aprile 2006

Anche questa e' un'esperienza... nobile quanto utile (come tutto in Natura lo è) ... Ma non dovremmo imparare il 'non giudizio'? Un abbraccio Cristina

Giulia Aurora7 ottobre 2008

volo di coscienza scritta in un modo incredibile una punta ai nostri miti e alla spreco di tempo che da l'avere e non la ricerca dell'essere