Vanitas vanitatum
In città febbrili e pervertite,
ho condiviso vizi e malcostumi,
l'ansiosa ricerca d'ideale,
di quello che eccelle e che non vale.
Ho accarezzato il desiderio e la paura della morte,
la fuga dalla vita e dalla sorte.
Ho provato a sovvertire fisico e metafisico,
criticato la complessità del pensiero,
le contraddizioni delle ispirazioni.
Goffo e impacciato,
carico di agi e privilegi
ho disprezzato le passioni più comuni,
le ricchezze e le miserie,
il sole e l'intemperie,
ho assaporato il lusso del vestire e il fasto nell'abitare,
ho degustato il mio tempo:
vanitas vanitatum.
(Vanitas vanitatum: Ecclesiaste I:2-14)
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (4)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
I
Il Crudo27 marzo 2006
Grossa citazione. Il Qoelet (o Ecclesiaste) il mio preferito tra i testi biblici.
S
Shadia Abu Diab10 aprile 2006
I tuoi versi mi avvolgono tanto da non farmi pensare ad altro per qlch min! ! Shadia
Cristina Khay19 aprile 2006
Anche questa e' un'esperienza... nobile quanto utile (come tutto in Natura lo è) ... Ma non dovremmo imparare il 'non giudizio'? Un abbraccio Cristina
Giulia Aurora7 ottobre 2008
volo di coscienza scritta in un modo incredibile una punta ai nostri miti e alla spreco di tempo che da l'avere e non la ricerca dell'essere

