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Impressioni 12 marzo 2009 · lettura 1 min · 2952 letture

Ortiche

O
Orma Detruria 416 poesie pubblicate
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Ginestre vogliono ferirmi gli occhi mi arrampico a fatica su sentieri sconnessi metto il piede sui muschi e con le mani m'aggrappo a legni secchi d'un tratto lo vedo fiero della sua potenza e corna dure un cervo maschio sul crinale scosceso della sua montagna sta immobile ma nello sguardo tutta la forza ha della natura una sfida o una sentenza viva io così goffa io che ho tanto corso nella vita per prendere una laurea bramato una ricchezza credevo d'aver tutto invece sono così ridicola e sfinita ho la pelle punta dalle ortiche una piccola creatura disorientata estranea a caccia di bisogni e di farfalle
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Commenti (9)

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Cuccu Anna Maria12 marzo 2009

Una piccola creatura stanca e indifesa in cerca di bisogni e di farfalle. Capita di sentirsi inadeguate e impotenti di fronte all'esistenza. Apprezzata.

L
Lorenzo Crocetti12 marzo 2009

Sono un cervo, mi guardi con rispetto, tu che tanto contrasti col dolore, ma certo tu non sai, questo scommetto, come stanno passando le mie ore. C'è un cacciator di frodo che m'insegue e tutti i giorni vuole farmi fuori, ragion per cui dal fatto ne consegue che paralleli son nostri dolori. Tu sfuggi sempre insidie del tuo mondo così com'io che scappo a chi mi caccia, quindi capisci bene, in fondo in fondo che il destin mostra a tutti... stessa faccia! Troppo spesso, nel faticoso procedere su per i dirupi del quotidiano vivere, guardiamo superficialmente gli altri, vedendoli nel loro aspetto privilegiato davanti a noi. Ma se potessimo guardarli nel profondo... Non vorrei ora essere definito "il predicatore filosofo"

Anna Maria Obadon12 marzo 2009

La difficoltà del vivere quotidiano a volte ci fa pensare di aver avuto poco, nonostante l'impegno profuso, gli altri ci sembrano più forti o forse solo più apprezzati ma, se ci soffermiamo a parlare con il nostro prossimo, ci accorgiamo che tutti abbiamo problemi molto simili. Piaciuta e condivisa.

C
Cora Romano12 marzo 2009

ci sono momenti nella vita in cui si ha bisogno di svestire i propri abiti, un battesimo nella natura per convertirsi ai suoi valori o ritrovarli, un momento di umiltà e non di superbia, di maggiore attenzione... questo, spesso, ci viene ispirato dal silenzio dei boschi, dal sentire profumi e percezioni immacolate, da un habitat diverso e avvolgente che ti cattura e allo stesso tempo ti ferisce con la sua autenticità.

Veleno12 marzo 2009

Consapevolezza, velata ironia... un confrontarsi apertamente con la vita e la sua potenza... versi che fanno pensare... vera e autentica nella sua intimità. Piaciuta moltissimo

Berta Biagini12 marzo 2009

In questi versi l'autrice sembra tirar le somme della sua vita e disorientata si lascia sopraffare dalla forza che un cervo ha nel suo sguardo. Versi che fanno molto riflettere.

Lina Maria Cino12 marzo 2009

Nel riconoscersi sfinite e bruciate dall'ortiche non si è ridicoli ma sofferenti e bisognosi di carezze- balsamo, di parole lievi come farfalle, purtroppo non sempre si è compresi, metafora magnifica, versi mesti su cui riflettere.

Paolo Eroli12 marzo 2009

Immersi nella natura ...soli con noi stessi ci accorgiamo di quanto vana sia la nostra rincorsa nella vita... basta pensare a mondi a noi lontani dove non c'e' tv giornali... e ogni giorno e vita gaia... senza pensieri... basta poco per vivere... e noi in continua corsa ad ostacoli ci affanniamo sempre di piu'...Una granderiflessione... una gran bella poesia!

Rasimaco13 marzo 2009

bella ed eterea, direi quasi introspettiva, questo paragonare la propria figura con quella maschia di un animale fiero che sa opporsi alle asperità della vita, mentre lei, la poetessa, si sente schiacciata dalla potenza di quella natura selvaggia ed incontaminata dall'uomo... molto bella e molto ben riuscito il trasmettere le sue sensazioni al lettore