Alla tempesta
Greve,
tocco di piuma lieve,
al la della tempesta il prim a cadere;
Fendendo l'aria t'accasci al suolo,
dando via alla convulsa convulsione,
del gocciolante febbricitante volo,
Oh! sorelle, concatenate compagne nell'esplosione;
é pioggia,
Mentre dall'alto dei cieli una moltitudine di tamburi
batte il canto della padrona dei cieli
azzurri, o d'altri colori scuri.
Ora eolo fiata,
unico solista erettosi sulla sonora eternità del silenzio,
fischia, spazza, sbatte la pioggia scagliata
di porto in porto, di tanto in tanto da qua a là
spersi gemelli acquatici, che,
vagano poi di terra in terra,
di mare in mare, isola in isola,
fino a ricongiungersi al finire dell'infinito.
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Commenti (2)
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G
Gabriella Cantoni12 marzo 2009
Mi torna la musica della "Pioggia nel pineto" di D'Annunzio. Molto bella e ben scritta!
B
Barbara Borriero19 marzo 2009
Bellissima questa poesia, come le altre che scrivi del resto. Pubblicane anche delle altre.