Nel Silenzio del Porto
Azar Rudif
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Alla fine del solitario molo, seduto di fronte al mare.
Nel silenzio di un mare azzurro, immobile.
L'aria ferma, senza rumor di venti.
In un cielo azzurro, assorto nel muto scorrere del tempo.
A mirar lontano ove l'orizzonte confonde mare e cielo,
fin nel nulla e nell'ignoto.
Non mi sovvengono pensieri.
Anche la mente è ferma e silente.
È Il Nulla in quella parte di universo sotto i miei occhi.
Improvviso, ma lontano e sommesso il suono continuo di una campana.
La distesa del mare si increspa leggermente al soffio leggero del vento.
La deserta mente è solcata da un pensiero: Una nave?
Dal Nulla ci si aggrappa al primo pensiero.
Una nave.
Per dove le sue vele son dispiegate?
Si parte. Ovunque sia, si parte.
Via, lontano da questo immobile e muto deserto.
Su quella nave dalle vele rigonfie di veloci venti.
Su rotte tempestose.
Tra burrasche e fragor di tuoni.
Nelle notti illuminate da tonanti saette.
Verso lidi lontani e ignoti, ad incontrar nuove genti.
A dar battaglia ai nemici o conoscer popoli amici ancora ignoti.
Trovar costruzioni ardite e pensieri mai immaginati.
Veder terre nuove e correr di villaggio in villaggio.
Di città in città tra usanze e riti diversi.
Con nuove religioni ed altri Dei.
Gettar via il passato e vivere del nuovo.
Non odo più la campana,
quel silenzio rapisce nel nulla i lontani pensieri.
La mente ripiomba in immobili oscurità.
Riecco il silenzio.
Sono sempre in questa orribile aridità.
Non udito nel silenzio e nell'immobilità di questo luogo perso nel nulla.
Dimenticato tra uomini invisibili e sconosciuti.
Dissolto ancora nella rete degli uomini
come una goccia in questo mare.
Ma questa volta non starò a guardar navi che partono.
Seguirò i miei pensieri.
Andrò verso nuove terre, sotto cieli diversi a mirar stelle mai viste.
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L'autore
Azar Rudif
Commenti (3)
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N
Nidal15 marzo 2009
il Nulla e il viaggio per sfuggirgli, forse fallito ma il tentativo si ripropone, propositivo alla fine della poesia. Il negativo e il positivo contrapposti. Piaciuta
Cuccu Anna Maria12 aprile 2009
Per fuggire dal silenzio del nulla occorre far volare la fantasia, farla viaggiare, per cancellare l'aridità della nostra vuota esistenza. Stupenda.
L Falchero15 gennaio 2010
poesia che "trascina", come quel fluire di pensieri e di sogni di fronte al mare... una lunga ballata ricca di atmosfera e molto sentita!


