Licantropo

Improvvisa compari, o Luna,
e finalmente vestita soltanto di luce dorata e fili d'argento
ti siedi possente al centro del cielo,
e cacci lontano da questo bel scranno, con alito soave,
le voluttuose eteree ancelle, le rapidi nubi
Ritmo ancestrale, tribale, nel cuore si leva
treman le viscere, un ricordo lontano,
un istinto ribelle mi spinge a gridare,
a staccar piedi e pensieri dall'arida viscida terra,
a invocarti e intanto maledire il mondo spietato
Da dietro la siepe in terra straniera, ti bramo,
sei piena, bella, sfarzosa e gigante,
miraggio di vita serena e sincera
raggiungerti non so, forse potrei
ma intanto lacrimoso ti chiamo
ululando accorato
©
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